"Ogni mattina un buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno" (Benedetto Croce)

Buon nuovo anno di fuffa e baruffa

"In contrasto con la concezione classica che vede nei media una realtà litigiosa, ostinata e onnipresente, alla ricerca della verità e indipendente dall'autorità, noi abbiamo illustrato e applicato un modello di propaganda, secondo il quale i media perseguono bensì uno scopo sociale, ma non quello di consentire al pubblico di esercitare un controllo significativo sui processi della politica, fornendogli le informazioni necessarie a far fronte con intelligenza alle proprie responsabilità politiche.

"Al contrario, la finalità sociale dei media è piuttosto di inculcare e difendere i progetti economici, sociali e politici dei gruppi privilegiati che dominano la società e lo stato. I media servono al conseguimento di questo scopo in molti modi: selezionando i temi, distribuendoli secondo una scala di priorità e di importanza, inquadrando le questioni, filtrando le informazioni, scegliendo enfasi e toni, e mantenendo il dibattito entro i confini di premesse accettabili". Sono le conclusioni di Noam Chomsky ed Edward S. Herman nel volume La fabbrica del consenso, ovvero la politica dei mass media.

L'inutile Ordine nel presente disordine

Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge pone all’attenzione del Senato la soppressione dell’ordine dei giornalisti, come disciplinato dalla legge 3 febbraio 1963, n. 69, e quella parte della legislazione statale che nel corso dei decenni si è stratificata in materia di comunicazione e di informazione.

Tale intento soppressivo deriva sostanzialmente dai profondi ed irreversibili mutamenti che i processi telematici e di internet hanno determinato sul versante della liberalizzazione dei sistemi di comunicazione.

La rivoluzione informatica, già nei fatti, ha determinato uno spostamento radicale dalla «materialità» della carta stampata al mondo del web, determinando di conseguenza anche concettualmente una coincidenza tra il concetto di libertà di stampa con quello di libertà di opinione.

Se questo è il processo in atto, in fase già avanzata, allora la difesa dell’ordine dei giornalisti, risulta essere ormai strumento obsoleto da superare.


Tutta la grandezza di Augusto Del Noce

Augusto Del Noce (Pistoia, 11 agosto 1910 – Roma, 30 dicembre 1989)

Il tempo è galantuomo. Augusto del Noce, che durante la vita non ebbe grande affermazione né sul piano accademico né su quello genericamente culturale, ci appare ora come grande filosofo, forse il più grande filosofo cattolico italiano della seconda metà del Novecento.

Lo sforzo di tutta la sua vita, una vita dedicata esclusivamente alla filosofia, fu quello di mostrare come nel pensiero tradizionale si potessero trovare principi sulla base dei quali poteva divenire veramente comprensibile il mondo presente e come proprio movendo alla considerazione dei problemi del nostro mondo si giungesse a un recupero della Grande Tradizione, intesa non come un deposito di forme passate ma come un insieme organico di principi vivi trascendenti il tempo e quindi validi per ogni tempo, metastorici eppure capaci di storicità inesauribile. Il fascino della sua filosofia è quello di darci un’interpretazione profonda del nostro tempo, che scopre in esso la traccia dell’eternità. In questo senso sono da intendersi certe sue affermazioni come: «L'occasione per il sorgere della filosofia è dal problema dell'interpretazione del proprio tempo», o «Una filosofia che non contenga risposte agli interrogativi che il proprio tempo presenta si annulla come tale».