La notte di San Silvestro, nella veneziana piazza San Marco, tra il caos e i bagordi del Capodanno, l'ex deputato di Articolo Uno Arturo Scotto è stato aggredito. Episodio vile, barbaro, schifoso: ingiustificabile sempre, senza se e senza ma. Ha però scatenato quel tipico giornalismo indignato a gettone - un tanto al kilo, in offerta speciale, in saldo e così comune a quei tesserati devoti che partecipano a tutti i corsi di rieducazione informativa e indottrinamento giornalistico dell'Ordine - che, oltre a scatenare parecchi dubbi e un lungo elenco di perplessità, merita qualche riflessione.
"Ogni mattina un buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno" (Benedetto Croce)
L'ex Parigi-Dakar si corre con il casco
Dopo i campionati mondiali di atletica leggera in Qatar e i Mondiali di calcio che si terranno lì nel 2022 sotto un sole giaguaro, la corsa al denaro continua nei campi petroliferi del pianeta.
È così che il rally Dakar, ex Parigi-Dakar esiliato per undici anni nei deserti delle Ande, partirà, il 5 gennaio, da Gedda, in Arabia Saudita. Cambio di sabbia, quindi. In programma, salita lungo il Mar Rosso da Al Wajh e Neom, poi direzione Riad e giro, nel sud del paese, da Wadi ad-Dawasir e Shubaytah prima del traguardo di Qiddiya.
Blah, dicono i dilettanti, finché guidiamo nel deserto, dov'è il problema?
Il problema è che, con il pretesto dello "sport che non fa politica", perdoniamo, in nome del denaro, le peggiori dittature del pianeta. Finché pagano, eh, perché porre domande?
È così che il rally Dakar, ex Parigi-Dakar esiliato per undici anni nei deserti delle Ande, partirà, il 5 gennaio, da Gedda, in Arabia Saudita. Cambio di sabbia, quindi. In programma, salita lungo il Mar Rosso da Al Wajh e Neom, poi direzione Riad e giro, nel sud del paese, da Wadi ad-Dawasir e Shubaytah prima del traguardo di Qiddiya.
Blah, dicono i dilettanti, finché guidiamo nel deserto, dov'è il problema?
Il problema è che, con il pretesto dello "sport che non fa politica", perdoniamo, in nome del denaro, le peggiori dittature del pianeta. Finché pagano, eh, perché porre domande?
Iran che abbaia non morde (di solito)
Ecco chi alimenta le paure. "Dinamite in una polveriera" l'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani da parte degli Stati Uniti? Macché, semplice promemoria che se si gioca con il fuoco si finisce bruciati. "Il mondo ora ha paura", titolone di Repubblica? Fake news, l'ennesima. Si facciano avanti, e gli facciamo vedere chi trema e che bella lezione di forza siamo in grado di impartire a questa gente che sfrutta e tiene sottomesso un popolo, psicologicamente e fisicamente. Timori zero, altro che balle.
Facciano pure la voce grossa, aizzino le piazze. «C'è anche la possibilità, tra tutte le terribili previsioni, che l'Iran non faccia nulla, almeno per ora». Non lo diciamo noi, ma una ben informata nota dell'agenzia AP.
Facciano pure la voce grossa, aizzino le piazze. «C'è anche la possibilità, tra tutte le terribili previsioni, che l'Iran non faccia nulla, almeno per ora». Non lo diciamo noi, ma una ben informata nota dell'agenzia AP.
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