"Ogni mattina un buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno" (Benedetto Croce)

Grazie Alexa, ma fatti i casi tuoi

Articolo di Geoffrey A. Fowler per il Washington Post:

“A tutto gadget” è stato a lungo l’atteggiamento in casa mia. Forse nella vostra, pure: uno smartphone ha reso più facile restare in contatto. Una smart tv ha trasmesso in streaming oltre un milione di spettacoli. Uno smart speaker vi consente di dialogare con un termostato intelligente senza alzarvi dal letto. Questo è progresso, vero?

Adesso ho un nuovo approccio: non è soltanto quello che posso ricavare dalla tecnologia, voglio sapere che cosa la tecnologia ricava da me.

L’anno passato mi sono messo sulle tracce della vita segreta dei nostri dati. Che succede quando mettete il vostro iPhone a riposo la notte? Alexa di Amazon ascolta di nascosto la vostra famiglia? Chi può sapere dove guidate e dove strisciate la vostra carta di credito?

Lo schiaffo e quello che non si dice

Umano, troppo umano. Questa la versione patinata, edulcorata, abbellita con la quale i media interpretano lo schiaffo e la faccia feroce di Papa Francesco: reazione (spropositata, quantomeno, e proprio a poche ore da un bel discorsetto sul rispetto dovuto alle donne) a una fedele che tentava di trattenerlo. Ma forse l'episodio può essere spiegato diversamente. Forse.

«Un mio amico giornalista, in privato mi ha chiesto e osservato: “Non è che qui stiamo tutti a parlare degli schiaffi di Bergoglio, del suo carattere, delle sue malattie, delle sue scuse, della sicurezza che ha fatto buco, facendo ironia o peggio, scomodando addirittura la magia, vivendo solo sulla reazione, portando un giudizio o una posizione per reagire agli eventi, e non abbiamo compreso la vera notizia che potrebbe essere stata una vibrata protesta di una donna di Hong Kong fatta al Papa e lui non se la fila? Cosa che in altri tempi avrebbe riempito i media mondiali e non con delle ridicoli analisi da moviola. Insomma l’aspetto politico della cosa pare evidente”. Guardando oltre il gesto per cui il Papa si è scusato, la domanda di evidente interesse giornalistica da porre sarebbe: “Cosa ha detto quella signora al Papa con tanta insistenza? Era cinese?”. Invece, nessuno dei media se ne è preoccupato di saperlo. Si sta cercando di buttarla con il Papa umano di fronte alla pazzoide di turno», nota Korazym.

Cronache marziane: Kunt a Roma

Alla fine dell'anno 2019, in un messaggio alla Nazione molto elogiato, il Presidente della Repubblica italiana invitava i concittadini a guardare il proprio Paese da una prospettiva estranea, forestiera, straniera.

Diceva Sergio Mattarella: "Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell'Italia vista dallo spazio. Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico. Vorrei condividere con voi questa immagine. Con un invito: proviamo a guardare l'Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po' come ci vedono dall'estero. Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell'Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità".

Nell'occasione, seguendo l'invito presidenziale, un gruppo di anonimi ossevatori di un semisconosciuto blog, Il Richiamo della Redazione, rilevava quanto segue.